Il premio come perdita minore

Per migliorare la professione di agente d'assicurazione

Il premio come perdita minore

Un estratto da Vademecum della Mente del Rischio, il nuovo libro di Leonardo Alberti


C’è una frase che, se compresa davvero, cambia completamente il modo di guardare all’assicurazione: il premio è una perdita minore.

Ma finché resta uno slogan, non produce alcun effetto, deve diventare un cambio di prospettiva reale.

Quando il cliente paga un premio, la sua mente registra immediatamente una sottrazione. È un’uscita certa di denaro, visibile e contabilizzata. Non lascia spazio a interpretazioni.

Quello che non si vede è l’altra faccia della medaglia.

Il premio non è semplicemente una spesa, è il prezzo per acquistare disponibilità futura ed è il tetto massimo della perdita economica di quel cliente.

Se non sono assicurato, la mia perdita potenziale è teoricamente illimitata rispetto al mio patrimonio. Se sono assicurato, la mia perdita massima diventa il premio.

In questo senso il premio non è una sottrazione., è una stabilizzazione.

Possiamo leggerlo in modo ancora più chiaro: il cliente non sta pagando per un rimborso, sta pagando per non dover smantellare ciò che ha costruito.

Quando questo passaggio mentale avviene, cambia la percezione della polizza. Non è più una spesa che speriamo di recuperare, ma una forma di controllo sul futuro.

La vera libertà economica non è non pagare premi, è sapere che un evento negativo non distruggerà il proprio equilibrio.