Scandaloso: le compagnie assicurative aumentano gli utili
di Leonardo Alberti
Credo, anzi sono certo che le compagnie assicurative, come tutte le imprese, hanno come obiettivo principale la sostenibilità economica e la creazione di valore.
Alla luce di questa premessa tutte puntano a incrementare gli utili che servono loro a garantire riserve e capitale proprio, che permettono loro di avere maggiori risorse da reinvestire in tecnologia, innovazione, nuovi prodotti e canali distributivi restando quindi competitivi in un mercato che cambia rapidamente.
Nella loro creazione di valore debbono tenere in considerazione gli azionisti e quindi, soprattutto le compagnie quotate in borsa, devono generare ritorni per gli azionisti sotto forma di dividendi o crescita del valore del titolo. Senza utili, gli investitori perderebbero interesse.
Sul versante premi e sinistri gli utili permettono loro di mantenere premi stabili, gestire meglio i costi dei sinistri, offrire coperture più complete e sostenere la rete distributiva (agenti, broker).
Infine c’è la nota questione del “rating” e della loro “reputazione” Le compagnie con utili solidi ottengono valutazioni migliori dalle agenzie di rating. Questo abbassa il costo di raccolta di capitali e rafforza la fiducia di clienti e partner.
In sintesi le assicurazioni non cercano il profitto solo per “guadagnare di più”, ma perché la redditività è la condizione necessaria per restare affidabili, competitivi e capaci di tutelare gli assicurati nel lungo periodo.
Questo però sui social disturba molto. Leggo spesso post sulla richiesta di aumentare le provvigioni agli intermediari (di solito agli agenti), di abbassare i premi, di aumentare gli sconti tutto al grido: “aumentano i vostri utili, vogliamo qualcosa anche noi!”.
Credo (o almeno spero che queste affermazioni che leggo sui social abbiano la finalità di cercare maggior consenso e null’altro.
Andiamo però avanti e per completare il ragionamento vediamo quali sono i meccanismi di incremento degli utili.
Le compagnie assicurative fanno utili con un meccanismo a due “motori”: la gestione tecnica (premi e sinistri) e la gestione finanziaria (investimenti dei premi incassati).
La formula è la seguente:
Utile = Risultato tecnico (premi incassati – sinistri liquidati – spese di gestione) + Risultato finanziario (rendimenti sugli investimenti) – imposte.
La prima parte è nota a tutti gli operatori di settore (quello che forse non sono ben note le voci che contribuiscono alle spese di gestione e alla componente del calcolo del premio (dove alcune spese entrano prepotentemente come ad esempio le provvigioni).
Diamo invece una occhiata alla Gestione finanziaria. Anche qui credo che sia abbastanza noto il fatto che le compagnie non usano subito tutti i premi incassati: li investono in obbligazioni, titoli di Stato, azioni, immobili, fondi ecc. Questi investimenti producono rendimenti finanziari (interessi, dividendi, plusvalenze), questo permette alle compagnie di fronte ad una compensare e quindi generare comunque un utile.
Ci sono poi altri fattori che incidono sugli utili che sono
- Riassicurazione: cedendo parte del rischio a riassicuratori, le compagnie riducono l’esposizione ai grandi sinistri.
- Efficienza gestionale: digitalizzazione, riduzione costi e antifrode.
- Selezione del rischio: tariffe e clausole calibrate per avere premi coerenti con la probabilità di sinistro.
- Mix di portafoglio: rami profittevoli (vita, salute, danni non auto) che bilanciano rami più critici (RC Auto).
Una considerazione finale: se una rete (sia essa fatta di agenti, broker o diretta) non produce più utili, ma genera solo perdite per via dei costi troppo elevati o della qualità della propria clientela, l’unica soluzione è fare a meno di quella rete (in parte o completamente). Alla luce di quanto sopra per esempio, Zurich ha chiuso il canale diretto in Italia perché non più retributivo. Ed allora pensiamoci bene a chiedere aumenti delle provvigioni solo esclusivamente in virtù del fatto che la nostra compagnia produce utili (magari incrementandoli rispetto all’anno precedente). Chiediamo piuttosto una reale partecipazione agli utili, nel periodo delle vacche grasse, pronti però a contribuire anche noi nel periodo delle vacche magre.
