Broker o agenti? O entrambi?

Per migliorare la professione di agente d'assicurazione

Broker o agenti? O entrambi?

Un altro bellissimo post di Ivan Dimitri Calaprice su Linkedin dal titolo:

Ma abbiamo bisogno di più broker o di più agenti? O potremmo fare a meno di entrambi?

Nel leggerlo mi è tornato alla mente una riflessione che facevo sulla differenza fra le due professioni che a mio avviso non si limita solo ad una lettera RUI.

Vediamo quali sono le differenze (IDD):

Agente assicurativo

  • Rappresenta una o più compagnie assicurative.
  • Ha un mandato contrattuale diretto con la compagnia.
  • Può essere:
    • Monomandatario: rappresenta una sola compagnia.
    • Plurimandatario: rappresenta più compagnie, ma sempre sotto contratto diretto.
  • Non è indipendente: promuove e vende prodotti solo delle compagnie con cui ha accordi.
  • Obblighi informativi verso il cliente, ma agisce per conto dell’assicuratore.

 Broker assicurativo

  • Agisce per conto del cliente e in suo interesse.
  • Non ha vincoli di mandato con compagnie assicurative.
  • È indipendente, ha accesso a tutto il mercato.
  • Cerca la soluzione più adatta per il cliente tra diverse compagnie.
  • Deve stipulare una lettera di incarico con il cliente (obbligo legale).
  • Ha maggiore responsabilità legale nella consulenza.

Fino a questo punto la differenza è piuttosto chiara, quello genera confusione è il sistema retributivo delle due figure. Ho posto quindi a CHAT GPT (oramai l’AI viene usata per qualsiasi richiesta in rete) la seguente domanda:

È corretto che sia i broker che gli agenti percepiscano provvigioni dalle compagnie?

Ed ecco la risposta:

Sì, è corretto che sia i broker che gli agenti percepiscano provvigioni dalle compagnie assicurative o finanziarie. Tuttavia, ci sono differenze sostanziali nel modo in cui questo avviene e nelle regole che li vincolano, soprattutto in base alla trasparenza e al conflitto di interessi. Vediamolo chiaramente:

Agente – Provvigioni

  • Le provvigioni rappresentano la forma principale di remunerazione.
  • Sono pagate direttamente dalla compagnia assicurativa o finanziaria per cui l’agente lavora.
  • Non c’è conflitto di interessi riconosciuto per legge, perché l’agente rappresenta la compagnia, non il cliente.
  • Non è tenuto (in genere) a confrontare offerte di mercato: promuove i prodotti della/e compagnia/e per cui ha mandato.

In sintesi: l’agente è pagato dalla compagnia perché è un suo “venditore”.

Broker – Provvigioni

  • Anche il broker può essere remunerato tramite provvigioni pagate dalla compagnia assicurativadopo la vendita del prodotto.
  • Tuttavia, a livello giuridico e normativo, il broker è tenuto ad agire nell’interesse del cliente.
  • È obbligato per legge a dichiarare al cliente:
    • Se riceve provvigioni (e da chi).
    • L’eventuale ammontare o la base di calcolo (su richiesta).
    • Se la consulenza è indipendente oppure remunerata da terzi.
  • Se offre consulenza indipendente (soprattutto in ambito finanziario), non può ricevere incentivi o provvigioni da terzi — solo fee dal cliente.

In sintesi: il broker può ricevere provvigioni dalla compagnia, ma deve essere trasparente e non farsi influenzare, agendo sempre nell’interesse del cliente.

Intanto vi farei notare il passaggio inerente il broker che recita: “Se offre consulenza indipendente (soprattutto in ambito finanziario), non può ricevere incentivi o provvigioni da terzi — solo fee dal cliente.“. In realtà in Italia non è così e quindi che senso ha avere intermediari iscritti in A e B che alla fine per moltissimi aspetti fanno esattamente la stessa cosa.

Ora nella mia “purezza di ragionamento” il broker non dovrebbe avere una lettera di incarico dalla compagnia ne tantomeno percepire provvigioni, ma semplicemente fatturare la prestazione al cliente. Solo così sarebbe realmente garante nei confronti del cliente di una scelta di prodotto non derivante da interessi economici con la compagnia.

Detto ciò vi rimando al post di Ivan Dimitri Calaprice …

“C’è qualcosa di sadicamente irresistibile nel confrontare due figure che abitano lo stesso settore eppure incarnano due universi opposti: l’agente e il broker. Non sono soltanto professioni diverse, ma due antropologie, due modi di leggere la vita prima ancora che il mercato…”.

Per leggerlo cliccate qui