Criticare sì, ma solo nell’ambito del sindacato
Abbiamo letto l’intervista pubblicata su SNACHANNEL a Sergio Sterbini, vicepresidente dello SNA dove in pratica viene relegato il diritto alla critica esclusivamente nell’ambito del sindacato in quanto solo lì è possibile il confronto. Non so se la nostra interpretazione sia errata o distorta, ma questo è quello che capiamo dalle parole che leggiamo. Vorremmo ricordare che il “diritto di critica”, come il Diritto di cronaca, è disciplinato dall’art 21 della Costituzione Italiana il quale, nel primo comma, recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Ora dallo stralcio del articolo che riportiamo qui sotto appare evidente che ci sia qualche incongruenza nelle affermazioni del vicepresidente dello SNA.
MILANO 31 Maggio 2025 – Negli ultimi mesi si è riacceso il dibattito interno sulla correttezza e responsabilità del ruolo, alimentato da iniziative personali di alcuni presidenti di Gruppo rivolte con toni polemici e anche divisivi nei confronti del Sindacato nazionale agenti. Abbiamo fatto il punto con il Vicepresidente nazionale SNA Sergio Sterbini. (https://www.snachannel.it/index.php/all-categories/testo-foto-copertina/intervista-a-sergio-sterbini)
“La forza di un sindacato come lo Sna – che rappresenta la più ampia, storica e strutturata organizzazione di categoria – risiede non nell’uniformità delle opinioni, ma nella capacità di canalizzare il confronto all’interno delle proprie sedi istituzionali. Il dibattito è sempre benvenuto, ma deve avvenire attraverso gli organi statutari previsti: Comitato Centrale, Congresso, Comitato dei Gruppi Aziendali, Assemblee territoriali, ecc.”
Quali sono gli aspetti che ritieni più gravi di queste iniziative? “Un aspetto ancor più grave delle esternazioni esterne e della partecipazione ad eventi organizzati da sigle sindacali diverse dallo Sna è che esse si sottraggono deliberatamente al contraddittorio democratico del quale paradossalmente si lamenta la mancanza. Ogni posizione, per quanto legittima, trova piena dignità solo se portata nelle sedi in cui può essere discussa, approfondita e, se necessario, controbattuta con trasparenza e pari dignità. Al contrario, interventi pubblici non coordinati e fuori dai canali istituzionali eludono il confronto interno, parlano “sopra” o “contro” la base associativa e privano i colleghi della possibilità di replicare e difendere la linea comune”.
In conclusione qual è il tuo pensiero finale su questa situazione? “Tutti gli Associati e soprattutto chi riveste ruoli di responsabilità e si riconosce nei principi del Sindacato rinnovando l’iscrizione, ha l’obbligo morale di rafforzare, non minare l’unità dello Sna, ricordando sempre che la vera autorevolezza si misura nella capacità di influenzare le decisioni dentro le istituzioni, non nei palchi alternativi o nei comunicati polemici. Il futuro si costruisce con serietà, rispetto reciproco e regole comuni. Tutto il resto è rumore”.
Il nostro pensiero poi assume aspetti di “imbarazzo” quando pensiamo alla affermazione che spesso abbiamo sentito dire che gli agenti di assicurazione sono (o si sentono) imprenditori. Ebbene sarebbe come sostenere che la Federchimica abbia il diritto di criticare solo in ambito di Confindustria e non magari in televisione o attraverso interviste. Siamo fermamente convinti che un gruppo agenti, seppur iscritto allo SNA, abbia la facoltà e la libertà di portare avanti gli interessi dei propri associati, che non debbono essere necessariamente iscritti allo SNA (potrebbero anzi in parte sono anche iscritti ad altri sindacati o non iscritti a nessun sindacato) al di fuori dei sindacati stessi. Il dubbio che abbiamo è che forse nell’ambito del sindacato ci siano dei cedimenti o delle opinioni differenti che es escono dall’ambito del sindacato stesso potrebbero portare ad una contestazione non reprimibile.
Ribadiamo che si tratta di un nostro dubbio in quanto non comprendiamo come mai ogni volta che qualcuno si rivolge al di fuori del sindacato con commenti o partecipazione ad eventi non organizzati dallo SNA subito parta una reprimenda che spesso arriva addirittura al conferimento all’organo dei probiviri. Vero è che un sindacato può prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di un iscritto che si comporta in modo contrario alle regole interne o che danneggia la reputazione del sindacato stesso, ma sicuramente non può impedire ai propri iscritti di esprimere critiche esterne, né può limitare la libertà di espressione o di pensiero degli stessi.
La libertà di opinione è un pilastro fondamentale della democrazia e garantisce a ogni individuo il diritto di esprimere liberamente le proprie idee e pensieri, senza ingerenze da parte dello Stato o di altri. Quindi, caro vicepresidente se le critiche avvengono da parte di gruppi agenti più che richiedere che le stesse vengano mosse all’interno del sindacato stesso bisognerebbe chiedersi come mai dei Gruppi Agenti sentano il bisogno di porre critiche all’esterno dello SNA.
